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Alimentazione del cane e del gatto con disturbi della motilità gastrointestinale

  • Disciplina: Alimentazione
  • Specie: Cane e Gatto

La velocità con cui il cibo transita attraverso l’apparato gastro-enterico è una variabile che può essere influenzata sia da fattori intrinseci all’animale sia da caratteristiche proprie della razione somministrata. Pertanto, nei pazienti in cui la motilità gastro-intestinale sia compromessa, è possibile, tramite strategie alimentari, cercare di migliorarne la sintomatologia. Normalmente, lo stomaco ha un tempo di svuotamento che va dalla 6 alle 8 ore per il cane e dalle 4 alle 6 ore per il gatto (Twedt, 2005).

La velocità di svuotamento è influenzata dalla formula, dal contenuto in nutrienti, dalle dimensioni del pasto e dalla mole somatica dell’animale (Nelson et al., 2001). Pasti di grosse dimensioni causano un tempo di svuotamento maggiore e il cibo secco viene allontanato dallo stomaco più lentamente rispetto all’umido (Goggin et al., 1998). I liquidi, ovviamente, lasciano lo stomaco più rapidamente rispetto ai solidi, grazie ad un’osmolalità inferiore, questo significa che, tra i liquidi, l’acqua è quella che lascia lo stomaco più rapidamente mentre i liquidi con un osmolalità maggiore (poiché contenenti dei nutrienti) danno dei tempi di svuotamento gastrico maggiori (Fleming, 1997). Inoltre, una temperatura dell’alimento compresa tra quella ambiente e quella corporea è in grado di ottimizzare lo svuotamento gastrico. Infine, uno studio recente sulla misurazione a lungo termine della motilità gastrica, tramite telemetria passiva, ha rilevato differenze significative nei pattern di motilità postprandiale tra Labrador e Beagle ma sono necessari ulteriori approfondimenti sulla variabilità di razza legata alla motilità gastrica (Burger et al., 2006).

Nel caso in cui il problema di dismotilità sia ancora più craniale, perciò legato all’esofago, anche la posizione con cui l’alimento e l’acqua vengono somministrati può avere un ruolo; il passaggio nello stomaco può essere facilitato dal posizionamento delle ciotole in una posizione rialzata e/o mantenendo il cane in una posizione verticale appena dopo i pasti (Guilford e Matz, 2003). Di seguito, valuteremo quali sono i principi nutritivi da tenere maggiormente sotto controllo nei pazienti affetti da disturbi della motilità gastrointestinale.

ACQUA


La temperatura dell’acqua deve essere compresa tra quella ambientale e quella corporea poiché l’acqua fredda ritarda lo svuotamento gastrico. In caso di costipazione, soprattutto nel gatto, può essere utile somministrare un cibo con un’umidità ≥ 75% al fine di determinare un’assunzione ottimale di acqua con l’alimento.

ENERGIA


Dal punto di vista pratico, è consigliabile utilizzare una razione caratterizzata da un’elevata densità energetica (> 400 kcal/100 g di alimento) in modo da fornire tutta l’energia di cui l’animale necessità in una quantità di alimento relativamente ridotta.

GRASSI


I livelli lipidici troppo elevati determinano, a livello duodenale, un’aumentata produzione di colecistochinina che ritarda lo svuotamento gastrico. D’altra parte una certa quantità di lipidi nella razione permette di somministrare quantità più ridotte di cibo e garantisce una certa appetibilità (necessaria nel caso di sintomi quali nausea). Pertanto, i livelli lipidici consigliati sono compresi tra il 12 e il 15% (sulla sostanza secca - SS) nel cane e tra il 15 e il 25% (sulla SS) nel gatto.

FIBRA


Il termine “fibra” si riferisce a molteplici composti categorizzati come carboidrati complessi. Siccome sotto questa categoria ricadono composti con caratteristiche profondamente diverse fra loro, possiamo tranquillamente affermare che questi principi nutritivi rappresentano l’elemento nutrizionale che riveste una maggiore importanza nella regolazione della motilità gastrointestinale. Le diverse categorie di fonti fibrose sono ancora classificate a seconda della loro rapidità di fermentazione e della loro solubilità in acqua. In linea generale si può affermare che le fonti di fibra più fermentescibili producono maggiori quantità di acidi grassi a catena corta (SCFA) e più gas. Inoltre, queste fonti di fibra sono caratterizzate da una maggiore solubilità e da una maggiore capacità di legare l’acqua. L’inclusione della fibra nell’alimentazione del cane e del gatto ha delle funzioni particolari poiché determina la corretta funzionalità intestinale poiché normalizza la motilità (Burrows et al., 1982) e rappresenta il substrato per la produzione microbica degli SCFA che costituiscono l’elemento nutritivo per i colonociti. Molti cibi umidi contengono agenti gelificanti come gomme o idrocolloidi (al fine di migliorare la presentazione dell’alimento).

Le fonti di fibra solubile che danno formazione di gel dovrebbero essere evitate nel caso di pazienti affetti da ritardato svuotamento gastrico poichè aumentano la viscosità del contenuto gastrico, ritardando lo svuotamento (Russell e Bass, 1985; Burger et al, 2006). Invece, aumentati livelli di fibra insolubile (es. crusca, cellulosa), nel gatto, non hanno effetto sullo svuotamento gastrico (Armbrust et al., 2003). Altri Autori ritengono importante il rapporto tra fibra rapidamente fermentescibile e lentamente fermentescibile (Kritchevsky, 2001). Pertanto, il livello consigliato (espresso come fibra grezza) in caso di pazienti affetti da ritardato svuotamento gastrico è inferiore al 5% (sulla SS). D’altra parte, la fibra solubile che dà origine alla formazione di masse vischiose e gelatinose (es. psyllium, gomma di guar, pectine) può essere sfruttata, con ottimi risultati, in tutti i disturbi di ipermotilità in cui sia necessario rallentare il transito e legare l’acqua in eccesso o nel caso di costipazioni che traggono beneficio dal aumento della percentuale di umidità all’interno delle feci. Nel management della costipazione, sia la fibra solubile che quella insolubile hanno una primaria importanza. Il livello di fibra consigliato per i pazienti predisposti alla costipazione deve essere almeno del 7% (espresso come % di fibra grezza sulla SS).

VITAMINE E MINERALI


Quando esista una sintomatologia che determini perdite di liquidi attraverso il tratto gastroenterico è importante verificare l’apporto di potassio, cloruri e sodio. Nel caso di stati patologici cronici, la perdita continua di acqua attraverso il tratto gastro-enterico determina la perdita soprattutto di vitamine idrosolubili (vitamine del gruppo B)

Le proteine non hanno un ruolo specifico nella regolazione della motilità mentre per alcuni carboidrati (es. lattosio) è descritto l’utilizzo nel caso di costipazioni per la loro caratteristica di richiamare acqua nel lume intestinale.

Riassumendo, la regolazione della motilità gastrointestinale attraverso mezzi nutrizionali è da considerarsi un argomento con interessanti sviluppi che richiede, però, approfondimenti ulteriori considerando il fatto che sono coinvolte variabili sia biologiche che chimiche che fisiche.

Bibliografia


  1. Armbrust LJ, Hoskinson JJ, Lora-Michiels M, et al. Gastric emptying in cats using foods varying in fiber content and kibble shapes. Veterinary Radiology and Ultrasound 2003; 44: 339-343.
  2. Burger DM, Wiestner T, Montavon PM, et al. Long-term measurement of gastric motility using passive telemetry and effect of guar and cellulose as food additives in dogs. Journal of Veterinary Medicine A: Physiology, Pathology, and Clinical Medicine 2006; 53(2): 85-96.
  3. Burrows CF, Kronfeld DS, Banta CA, et al. Effects of fiber on digestibility and transit time in dogs. Journal of Nutrition 1982; 112: 1726-1732.
  4. Fleming CR. Physiology of the gastrointestinal tract: As applied to patients receiving tube enteral nutrition. In: Rombeau JL, Rolandelli RH, et al, eds. Clinical Nutrition; Enteral and Tube Feeding. Philadelphia. PA: WB Saunders Co, 1997; 12-22.
  5. Goggin JM, Hoskinson JJ, Butine MD, et al. Scintigraphic assessment of gastric emptying of canned and dry diets in healthy cats. American Journal of Veterinary Research 1998; 59: 388-392.
  6. GuilfordWG, Matz ME. The nutritional management of gastrointestinal tract disorders in companion animals. NZ Vet J 2003; 51: 284-291.
  7. Kritchevsky D. Dietary fiber in health and disease. In: Advanced Dietary Fibre Technology. Oxford, UK: Blackwell Science Ltd, 2001; 151.
  8. Nelson OL, Jergens AE, Miles KG, et al. Gastric emptying as assessed by barium-impregnated polyethylene spheres in healthy dogs consuming a commercial kibble ration. Journal of the American Animal Hospital Association 2001; 37: 444-452.
  9. Russell J, Bass P. Canine gastric emptying of fiber meals: Influence of meal viscosity and antroduodenal motility. American Journal of Physiology 1985; 249: G662-G667.
  10. TwedtDC. Gastric or gastrointestinal motility disorders. In: Tilley LP, Smith FWK, eds. The 5-Minute Veterinary Consult, 3rd ed. Baltimore, MD: Lippincott Williams & Wilkins, 2004: 494-495.
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