Esame ecografico dei linfonodi addominali

  • Disciplina: Diagnostica per immagini
  • Specie: Cane e Gatto

L’ecografia rappresenta una delle metodiche più sensibili per lo studio dei linfonodi addominali e permette di studiare la loro forma, le dimensioni, l’ecostruttura e l’ecogenicità. In tabella 1 sono riportati i linfonodi che drenano gli organi viscerali e le strutture parietali1.

LINFONODI VISCERALI LINFONODI PARIETALI

Linfocentro mesenterico craniale

  • Linfonodi digiunali
  • Linfonodi colici

Linfocentro mesenterico caudale

  • Linfonodi mesenterici caudali

Linfocentro celiaco

  • Linfonodi epatici
  • Linfonodi splenici
  • Linfonodi gastrici
  • Linfonodi pancreatico-duodenali

Linfocentro lombare

  • Linfonodi lombo-aortici
  • Linfonodi renali

Linfocentro iliosacrale

  • Linfonodi iliaci mediali
  • Linfonodi ipogastrici
  • Linfonodi sacrali

Tabella 1

I linfonodi più facilmente visualizzabili di solito all’esame ecografico sono i digiunali, a seguire gli epatici, gli splenici, i colici ed i mesenterici caudali; i gastrici, i pancreatico-duodenali e i renali sono molto più difficili da identificare. In uno studio su 10 gatti2, i linfonodi iliaci mediali sono visualizzabili ecograficamente nel 100% dei casi, i digiunali nel 90%, gli epatici nel 70%, i lombo aortici, gli splenici, ed i pancreatico-duodenali nel 60%, gli ileo-cecali ed i colici nel 50%, i renali nel 40%, i gastrici nel 30%, i sacrali nel 20%, i mesenterici nel 10%.

ANATOMIA DEI LINFONODI VISCERALI E PARIETALI 1,3,4,5

Linfonodi viscerali

Linfocentro mesenterico craniale

  • Linfonodi digiunali: situati a livello della radice del mesentere del digiuno e dell’ileo; le loro dimensioni vanno dai 0,5 ai 6 cm nel cane; drenano digiuno, ileo e pancreas.
  • Linfonodi colici: possono mancare; il linfonodo colico di destra è situato in prossimità dell’origine del colon ascendente, vicino alla valvola ileo cieco colica, misura circa 1-2,5 cm di lunghezza; quello medio può essere singolo o doppio, ha sede nel mesentere del colon trasverso. Il destro drena ileo, cieco, colon; il medio drena colon trasverso e discendente.

Linfocentro mesenterico caudale

  • Linfonodi mesenterici caudali (colici sinistri):sono in numero variabile, da 2 a 5 e sono localizzati nel mesocolon discendente vicino alla pelvi; le loro dimensioni vanno da 0,5 a 2 cm di lunghezza; drenano colon discendente e retto.

Linfocentro celiaco

  • Linfonodi gastrici:possono mancare o essere doppi; sono posti a livello della piccola curvatura, vicino al piloro; le loro dimensioni vanno da 0,5 a 2,5 cm di lunghezza; drenano esofago, stomaco, peritoneo e diaframma.
  • Linfonodi pancreatico-duodenali: possono mancare; si trovano in prossimità della piccola curvatura del duodeno, a 2-5 cm dal piloro, nell’omento ventralmente al pancreas; quando presenti sono di piccole dimensioni (di solito non superano 1,5 cm di lunghezza). Drenano duodeno, pancreas ed omento.
  • Linfonodi portali: si distinguono un destro e un sinistro, possono essere singoli o multipli, di circa 3 cm di lunghezza; sono situati ad 1-2 cm dall’ilo del fegato, lungo il decorso della vena porta; drenano lo stomaco, il duodeno, il pancreas ed il fegato.
  • Linfonodi splenici: sono da 3 a 5 nel cane, 1-3 nel gatto, di dimensioni che vanno da 0,5 a 4 cm di lunghezza; si trovano lungo la vena splenica; drenano milza, esofago, stomaco, pancreas, fegato, omento, diaframma.

Linfonodi parietali

Linfocentro lombare

  • Linfonodi lombo-aortici: si distribuiscono lungo il percorso dell’aorta addominale e vanno dal diaframma fino all’arteria circonflessa profonda. Possono essere da 12 a 17; hanno dimensioni che vanno da 1 ai 2 cm di lunghezza, non sono quasi mai visibili ecograficamente a meno che non siano aumentati di volume; drenano i muscoli lombari, intercostali ed addominali, mediastino, pleura, diaframma e peritoneo, surrenali e apparato urogenitale.
  • Linfonodi renali: si trovano vicino ai vasi renali e possono arrivare fino ad 1,5 cm di lunghezza; drenano peritoneo, ghiandole surrenali e ovaie.

Linfocentro ileosacrale

  • Linfonodi iliaci mediali (destro e sinistro): situati fra le arterie iliache circonflesse profonde e le arterie iliache esterne, lateralmente all’aorta addominale e alla vena cava caudale. Il linfonodo iliaco destro è posto fra la superficie ventrolaterale della vena cava caudale e la vena iliaca comune, più ventralmente rispetto al sinistro che invece si colloca tra l’aorta e l’arteria iliaca esterna sinistra; arrivano fino a 4-6 cm di lunghezza; drenano cute, sottocute e fascia (caudalmente all’ultima costa), cute della regione pelvica, compresa la coda, muscoli, tendini e articolazioni dell’arto pelvico; organi urogenitali, peritoneo, colon, retto e ano, apparato urogenitale.
  • Linfonodi ipogastrici:sono piccoli linfonodi di numero variabile, da 1 a 3, si trovano nell’angolo formato dall’arteria mediana sacrale ed i vasi iliaci interni, ventralmente alla sesta, settima vertebra lombare; drenano vescica, utero, prostata, organi genitali e pelvi.
  • Linfonodi sacrali: sono piccoli linfonodi (di solito meno di 2 cm), presenti nel 50% dei cani, si trovano in prossimità dell’arteria sacrale mediana, ventralmente al corpo del sacro; drenano coda, muscoli adiacenti ai linfonodi sacrali.

STUDIO ECOGRAFICO DEI LINFONODI ADDOMINALI
In generale, durante l’esame ecografico, i linfonodi addominali non sono facilmente visualizzabili, soprattutto per le loro piccole dimensioni e perché sono circondati dal tessuto adiposo mesenterico. Uno studio accurato dei linfonodi richiede l’utilizzo di strumentazione che garantisca elevata risoluzione spaziale, una certa esperienza da parte dell’operatore e soprattutto una buona conoscenza dell’anatomia ecografica. Ciò consente di trovare i giusti punti di repere che guidano nell’identificazione dei diversi linfonodi.

All’esame ecografico i linfonodi si presentano come (Video1):

  • strutture di dimensioni variabili (da pochi millimetri a qualche centimetro)
  • di forma allungata o ovalare
  • a margini netti
  • isoecogeni
  • omogenei
  • con segno ilare iperecogeno presente (midollare linfonodale).

In alcuni casi, soprattutto se sono di piccole dimensioni e di aspetto ipo-anecoico, può essere di aiuto l’utilizzo della metodica Color Doppler per differenziarli dai vasi vicini4 (Fig.1).         

                          

I cambiamenti di dimensione, di forma, di contorni, di ecogenicità ed ecostruttura dei linfonodi, studiati tramite esame ecografico, indicano una linfadenopatia6. La distinzione tra processo reattivo benigno e neoplastico maligno può essere indirizzata da una serie di rilievi ecografici (riassunti nella Tabella 2)7 (Video 2 e 3). Tuttavia, soprattutto con situazioni in fase iniziale, la diagnosi richiede un prelievo dal linfonodo, che può essere eseguito con sicurezza mediante la guida ecografica.

LINFONODI NEOPLASTICI INFIAMMATORI
Forma rotonda ovale
Rapporto asse corto/lungo >0,55 <0,55
Segno ilare assente presente
Ecogenicità

ipoecogeni

isoecogeni
Margini netti variabili
Rinforzo posteriore presente assente
Distribuzione flusso ematico periferico o misto ilare
Indice di pulsatilità Alto > 0,65 basso < 0,65
Indice di resistività Alto >1,45 basso <1,45

Tabella 2 (Nyman, 2004)

  • Le dimensioni linfonodali dipendono anche dall’età del soggetto (nei cuccioli tendono ad essere fisiologicamente più grandi) e dal suo peso8.  
  • Altri autori9,10,11 confermano che un aumento del rapporto tra l’asse trasversale e quello longitudinale sia da attribuire ad una forma neoplastica piuttosto che benigna.
  • Uno studio12 evidenzia che nel cane un aspetto eterogeneo dei linfonodi è indice di malignità; questo parametro non risulta significativo nel gatto. Uno studio successivo11 non riscontra invece differenze sostanziali riguardo alterazioni del grasso perilare, forma, margini ed ecogenicità parenchimale.
  • All’interno del parenchima linfonodale possono essere presenti anche lesioni cistiche (Fig. 4) o necrotiche; le prime di solito sono associate a forme benigne, le seconde sia a quelle benigne che maligne. In un linfonodo megalico può essere a volte riscontrato un aspetto a “target” (iperecogeno al centro ed ipoecogeno alla periferia), dovuto a presenza di tessuto adiposo a livello ilare4 (Fig. 5).
  • Vi sono diversi studi che valutano l’utilizzo del Color Doppler7,8,10,11,12,13,14 e del mezzo di contrasto ecografico (CEUS)7,13,14 per la differenziazione tra forme linfonodali maligne e benigne. La distribuzione del flusso è prevalentemente ilare nelle forme benigne, periferica in quelle maligne (Figg. 2 e 3). Per quanto riguarda l’indice di pulsatilità (PI) e di resistività (RI), sono indicati da diversi studi delle sostanziali differenze fra le linfoadenopatie maligne e benigne7,10,15.
  • Per una diagnosi finale di linfadenopatia benigna o maligna è comunque indispensabile eseguire un esame citologico e/o istologico dei linfonodi16,17eco-guidato, metodica semplice e con scarsi rischi procedurali, che permette di ottenere risultati attendibili ed una diagnosi certa.




La valutazione ecografica sistematica dell’addome consente di distinguere una linfoadeopatia generalizzata e da un coinvolgimento di un singolo linfonodo.

  • Nei soggetti con linfosarcoma, oltre a linfoadenomegalia generalizzata, si rilevano spesso alterazioni extra-linfonodali. I gatti con linfoma alimentare presentano spesso, oltre al coinvolgimento linfonodale (in particolare dei linfonodi colici e mesenterici), lesioni singole o più frequentemente multiple a carico di una o più anse intestinali, del fegato e della milza.
  • I quadri descritti sopra devono essere differenziati da forme infiammatorie intestinali (IBD), con linfadenopatia dei linfonodi satelliti, o forme infettive (parvovirosi o enteriti batteriche nei cuccioli e peritonite infettiva nel gatto).
  • Meno frequentemente, in particolare nel gatto, la linfoadenomegalia addominale è associata ad altri tipi di neoplasie4.
  • Quando si evidenzia una alterazione di un organo addominale devono sempre essere studiati i linfonodi satelliti (per esempio i linfonodi portali in caso di sospetta epatopatie, gli splenici in caso di lesioni della milza ecc.) (Fig. 3 e 6).
  • In caso di neoplasie mammarie che interessano le mammelle caudali ed inguinali, di neoplasie o infezioni prostatiche o vescicali è molto importante valutare i linfonodi iliaci mediali, gli ipogastrici ed i sacrali. Meno frequentemente sono interessati i linfonodi lombo-aortici. Gli stessi linfocentri possono essere coinvolti anche  in caso di neoplasie cutanee e sottocutanee a livello degli arti posteriori (per esempio mastocitomi o sarcomi) (Video 4).

Bibliografia


  1. Pugh CR. Ultrasonographic examination of abdominal lymph nodes in the dog. Vet Radiol Ultrasound. 35: 110-115, 1994.
  2. Schreurs E, Vermote K, Barberet V, et al. Ultrasonographic anatomy of abdominal lymph nodes in the normal cat. Vet Radiol Ultrasound, 49(1): 68–72; 2008.
  3. Bezuidenhout AJ. The lymphathic system. In Evans HE. Miller’s anatomy of the dog; ­3rd ed. Saunders, 1993.
  4. MattoonJS, Nyland TG. Abdominal fluid, lymph nodes, masses, peritoneal cavity, and great vessel thrombosis. In Nyland TG, Mattoon JS. Small animal diagnostic ultrasound; 2rd ed. Saunders, 2002.
  5. RogersKS, Landis M, Barton CL. I linfonodi nel cane e nel gatto. Parte I. Caratteri anatomici e funzioni. Veterinaria, 2: 39-48, 1995.
  6. D’Anjou MA. Abdominal cavity, lymph nodes, and great vessels. In Penninck DG. Atlas of Small Animal Ultrasonography. Blackwell, 2008.
  7. Nyman HT, Kristensen AT, Flagstad A, et al. A review of the sonographic assessment of tumor metastases in liver and superficial lymph nodes. Vet Radiol Ultrasound, 45: 438–448, 2004.
  8. Agthe P, Caine AR, Posch B. Ultrasonographic appearance of jejunal lymph nodes in dogs without clinical signs of gastrointestinal disease. Vet Rad Ultrasound, 50: 195-200, 2009.
  9. Llabres-Diaz FJ. Ultrasonography of the medial iliac lymph nodes in the dog. Vet Radiol Ultrasound. 45: 156-165, 2004.
  10. Nyman HT, Kristensen AT, Skovgaard IM, et al. Characterization of normal and abnormal canine superficial lymph nodes using gray-scale b-mode, color flow mapping, power, and spectral Doppler ultrasonography: a multivariate study. Vet Radiol Ultrasound, 46: 404–410; 2005.
  11. De Swarte M, Alexander K, Rannou B, et al. Comparison of sonographic features of benign and neoplastic deep lymph nodes in dogs. Vet Radiol Ultrasound, 2011.
  12. Kinns J, Mai W. Association between malignancy and sonographic heterogeneity in canine and feline abdominal lymph nodes. Vet Radiol Ultrasound. 48: 565–569, 2007.
  13. Gaschen L, Angelette N, Stout R. Contrast-enhanced harmonic ultrasonography of medial iliac lymph nodes in healthy dogs. Vet Radiol Ultrasound. 51: 634–637, 2010.
  14. Salwei RM, O’Brien RT, Matheson JS. Characterization of lymphomatous lymph nodes in dogs using contrast harmonic and power doppler ultrasound. Vet Radiol Ultrasound. 46: 411–416, 2005.
  15. Prieto S, Gomez-Ochoa P, De Blas I, et al. Pathologic correlation of resistive and pulsatility indices in canine abdominal lymph nodes. Vet Radiol Ultrasound. (50): 525–529, 2009.
  16. Cowell RL, Dorsey KE, Meinkoth JH. Lymph node cytology. Vet Clin Small Anim, 33: 47–67; 2003.
  17. Gelb HR, Freeman LJ, Rohleder JJ, et al.  Feasibility of contrast-enhanced ultrasound-guided biopsy of sentinel lymph nodes in dogs. Vet Radiol Ultrasound. 51: 628–633, 2010.





SCIVAC

Novità editoriali

Eventi

Sponsorizzato da Elanco
0
Shares

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...

0
Shares