Riproduzione del criceto

  • Disciplina: Biologia e gestione (ANIMALI ESOTICI)
  • Specie: Criceto

Nei giorni precedenti e successivi al parto la femmina non deve essere disturbata, evitando di maneggiarla e di pulire la gabbia, altrimenti possono verificarsi casi di cannibalismo verso i piccoli o il loro abbandono. La femmina gravida di criceto dorato deve essere alloggiata da sola, mentre quella di criceto russo può essere lasciata con il maschio, che aiuta a prendersi cura dei piccoli.

La madre deve avere a disposizione abbondante materiale per fare il nido (sono consigliati fazzoletti di carta) e una scorta di cibo sufficiente. I piccoli non vanno toccati per i primi 7 giorni di vita. A volte le femmine, soprattutto se spaventate o disturbate, infilano i piccoli nelle tasche guanciali e li depositano nuovamente nel nido poco più tardi, quando pensano che il pericolo sia passato. Talvolta però i piccoli soffocano, soprattutto se la femmina è disturbata per un lungo periodo.

I piccoli alla nascita sono completamente inetti, nudi e con gli occhi chiusi, ma presentano già gli incisivi. Il pelo inizia a crescere a 9 giorni nel criceto dorato e a 3-4 in quello russo. Lo svezzamento avviene a 20-25 giorni nel criceto dorato e a 14 in quello russo, anche se i piccoli iniziano ad assumere cibo solido prima. E’ opportuno lasciare a disposizione del cibo sul pavimento della gabbia, in modo che sia facilmente accessibile, ad esempio del pellet inumidito; anche l’acqua deve essere facilmente raggiungibile da parte dei piccoli.

Se i piccoli restano orfani prima dello svezzamento non hanno possibilità di sopravvivere; non ha successo né il tentativo di affidarli a una balia né quello di allattarli artificialmente. I piccoli di criceto dorato vanno separati e alloggiati singolarmente dopo i 50 giorni di età; in caso contrario iniziano le lotte e le prime gravidanze delle giovani cricetine.

Nel criceto dorato il calore non ritorna fino allo svezzamento dei piccoli. Le femmine di criceto russo e siberiano presentano un estro a 24 ore dal parto, ma non è consigliabile riprodurle con troppa frequenza.

Nel caso dei criceti di Roborovsky i piccoli sono allevati insieme dal padre e dalla madre, che non devono quindi essere separati. Entro pochi giorni dal parto la femmina può tornare in calore, e avere fino a quattro gravidanze durante la stagione riproduttiva, che va da aprile a settembre. I piccoli, che alla nascita pesano circa un grammo, aprono occhi e orecchie a due settimane, e a diciannove giorni sono già svezzati e pronti a lasciare la madre. All’età di 1-1,5 anni la femmina diventa sterile. I criceti di Roborovsky non sono molto facili da riprodurre in cattività. Mentre alcune coppie si riproducono senza problemi, in altri casi ci sono femmine che non si riproducono mai, oppure che iniziano solo a 7-8 mesi d’età.

Per quanto riguarda i criceti cinesi, è improbabile avere problemi di cucciolate perché sono estremamente difficili da riprodurre in cattività.


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