Rogna notoedrica (scabbia felina)

  • Disciplina: Parassitologia
  • Specie: Gatto

La rogna notoedrica, nota anche come scabbia felina, è una malattia dermatologica parassitaria e contagiosa del gatto causata dall’acaro Notoedres cati. L’acaro può eccezionalmente infestare altri mammiferi, uomo compreso. La malattia è considerata rara nella maggior parte dei paesi europei mentre è ancora diffusa in alcune zone di Italia, Svizzera, Spagna, Slovenia e Croazia dove può presentarsi in forma endemica e di epizoozia.

MORFOLOGIA E CICLO BIOLOGICO DEL PARASSITA
Notoedres cati è un acaro dal corpo subcircolare di 225-250 μm di lunghezza. Il rostro è corto e quadrato. Le zampe sonocorte e le due paia di arti anteriori, con pretarsi non articolati, terminano con una struttura a forma di ventosa (pulvillo). Gli arti posteriori sono rudimentali, non si estendono oltre il corpo del parassita e presentano lunghe setole prive di ventose in entrambi i sessi. La superficie cuticolare presenta dorsalmente strie concentriche ad impronta digitale,  nonché scaglie arrotondate embricate in file trasversali e setole semplici non spinose. L’apertura anale è localizzata dorsalmente (Fig. 1). 

Il parassita compie l’intero ciclo sull’ospite (14-21 giorni) vivendo negli strati più superficiali dell’epidermide. La femmina scava gallerie tra i cheratinociti dello strato corneo dell’epidermide, si nutre di detriti epidermici e fluidi tissutali e deposita 2-3 uova al giorno.

La rogna notoedrica è una malattia molto contagiosa e dal momento che la trasmissione avviene per contatto diretto, la vita in collettività (colonie, allevamenti) aumenta il rischio di trasmissione. In condizioni favorevoli gli acari possono sopravvivere per qualche giorno nell’ambiente, pertanto, seppur raramente, il contagio si può verificare per via indiretta.

SEGNI CLINICI
La distribuzione delle lesioni è piuttosto caratteristica: nelle fasi iniziali si osservano lesioni sul bordo del padiglione auricolare che rapidamente tendono ad estendersi sulla cute di tutto il padiglione (Figg. 2, 3, 4). Altre sedi in cui si osservano inizialmente le lesioni sono la faccia, il muso ed il collo. Le comuni operazioni di toelettatura svolte dai gatti e la loro abitudine a dormire raggomitolati favorisce la diffusione delle lesioni agli arti e alla regione perineale (Fig. 5). Le lesioni iniziali sono rappresentate da papule crostose e da scaglie che, con il progredire della malattia, vengono sostituite da spesse croste grigio-giallastre tenacemente adese alla cute, che ricoprono la cute dei padiglioni auricolari, della testa e del collo, conferendo alla cute un caratteristico aspetto rugoso e plissettato (Figg. 6, 7, 8, 9). Il prurito è solitamente intenso per cui sono frequenti lesioni secondarie da autotraumatismo (alopecia, erosioni ed ulcere) (Fig. 10). Le lesioni spesso generalizzano su tutto il corpo nei soggetti non curati e soprattutto in quelli immunodepressi da FIV o FeLV (Fig. 11).   

ROGNA NOTOEDRICA 3

ROGNA NOTOEDRICA 4

ROGNA NOTOEDRICA 7

ROGNA NOTOEDRICA 9png

DIAGNOSI
La diagnosi di rogna notoedrica si effettua mediante l’osservazione microscopica dei parassiti,  delle loro uova o deiezioni; queste ultime riconoscibili dalla loro forma tonda-ovale e dal colore marrone scuro.
La tecnica d’elezione per il prelievo del materiale da esaminare al microscopio è il raschiato cutaneo superficiale che in corso di rogna notoedrica, a differenza di quanto accade per la rogna sarcoptica, consente sempre di evidenziare un numero elevato di acari (Figg. 12, 13).

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

  • Altre ectoparassitosi
  • Dermatite atopica
  • Reazione avversa al cibo
  • Dermatite allergica alla saliva della pulce (DAPP)
  • Dermatofitosi
  • Pemfigo foliaceo

TERAPIA
Nessuna molecola è attualmente registrata per il trattamento della rogna notoedrica del gatto; sono stati utilizzati, con ottimi risultati, prodotti ad attività acaricida sia topici (amitraz soluzione 0,025%, spugnature due volte a settimana per 3 settimane), sia sistemici come la selamectina spot-on (2 applicazioni a distanza di un mese), l’ivermectina iniettabile (0,4 mg/Kg/SC 2 volte a 15 giorni di intervallo) e la doramectina iniettabile (0,2-0,3 mg/Kg/SC in unica somministrazione).


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