Termine

Disciplina

Specie

Utenti
12310
Schede
512

Rogna sarcoptica

  • Disciplina: Dermatologia
  • Specie: Cane e Gatto

La rogna sarcoptica, nota anche come scabbia canina, è una malattia dermatologica parassitaria e contagiosa dei canidi causata dall’acaro Sarcoptes scabiei var. canis. L’acaro può infestare eccezionalmente anche i gatti venuti a contatto con cani o volpi infestate. La rogna sarcoptica interessa cani di tutte le età, senza predilezioni di sesso e di razza. I cuccioli, i cani randagi e quelli che hanno sostato in canili o pensioni, sono maggiormente a rischio grazie all’elevata contagiosità della malattia che si trasmette prevalentemente per contatto diretto. Raramente il contagio si verifica per via indiretta attraverso l’ambiente, in quanto gli acari sono in grado di sopravvivere solo per brevi periodi al di fuori dell’ospite, sino ad un massimo di 2-3 settimane in presenza di condizioni ambientali ottimali (temperatura e grado d’umidità).

MORFOLOGIA E CICLO BIOLOGICO DEL PARASSITA
Sarcoptes scabiei var. canis è un acaro di 200-400µ di lunghezza, dal corpo ovale, appiattito ventralmente e convesso dorsalmente; gli acari maschi sono più piccoli e con corpo più tondeggiante (Fig. 1). Sulla cuticola della superficie dorsale sono presenti numerose strie orientate trasversalmente, nonché caratteristiche scaglie triangolari appuntite e setole spinose. La testa è caratterizzata da un rostro corto e di forma quadrata. Gli arti sono molto corti e quelli anteriori presentano pretarsi non articolati terminanti con una struttura a forma di ventosa (pulvillo) in entrambi i sessi. Gli arti posteriori sono rudimentali e non si estendono oltre il corpo del parassita. Nel maschio il quarto paio di arti presenta i pulvilli mentre il terzo paio termina con lunghe setole; nella femmina le setole si osservano su tutti gli arti posteriori che sono sprovvisti di pulvilli. L’apertura anale è localizzata all’estremità posteriore del corpo.

Il ciclo vitale di Sarcoptes scabiei si svolge interamente sull’ospite (parassitismo permanente). Dopo l’accoppiamento, la femmina gravida scava una galleria protettiva nello strato corneo dell’epidermide, ad una velocità di circa 5 mm al giorno, nella quale deposita le uova (1-3 al giorno per una vita riproduttiva di circa 2 mesi). Il ciclo uovo-adulto richiede in genere tra i 17 e i 21 giorni. L’acaro si nutre di detriti epidemici e fluidi tissutali.

SEGNI  CLINICI
I segni clinici si manifestano generalmente dopo 1-3 settimane di incubazione e sono caratterizzati da prurito che, lieve nelle fasi iniziali, diventa intenso (incoercibile), tanto da far ritenere la rogna sarcoptica una delle malattie dermatologiche più pruriginose. L’esatto meccanismo con cui si sviluppa la sintomatologia pruriginosa non è ancora del tutto chiaro, anche se si ritiene sia secondario all’instaurarsi di uno stato di ipersensibilità.

L’acaro sembra prediligere le aree del corpo scarsamente ricoperte da peli come la punta ed i bordi dei padiglioni auricolari, gli arti, in particolare i gomiti ed i garretti, nonché la parte ventrale dell’addome e del torace (Figg. 2, 3 e 4). Nelle forme croniche la malattia può interessare tutto il corpo.

La lesione elementare che caratterizza clinicamente la rogna sarcoptica è rappresentata da una papula-crostosa, e cioè da una papula eritematosa sormontata da una piccola crosta giallastra sierosa o ematica (Figg. 5 e 6). Un’altra lesione che si osserva frequentemente sulla cute di cani con rogna sarcoptica è la scaglia (dermatite desquamativa), di dimensioni variabili e di colore bianco o giallastro (Fig. 7).  E’ inoltre frequente osservare, a causa dell’intenso prurito, lesioni secondarie all’auto-traumatismo quali escoriazioni, alopecia, croste nonché complicazioni batteriche (Fig. 8).

La rogna sarcoptica è una zoonosi ed in circa il 30% dei casi è possibile osservare lesioni cutanee in uomini venuti a contatto con gli animali malati. Anche nell’uomo le lesioni sono caratterizzate da papule, talvolta sormontate da una crosta, localizzate prevalentemente su arti, addome e pube. Sacoptes scabiei var. canis non è in grado, se non transitoriamente, di scavare gallerie nell’epidermide dell’uomo; pertanto l’eliminazione della fonte di infestazione, cioè il trattamento acaricida del cane malato, consente in un paio di settimane di ottenere la scomparsa delle lesioni nell’uomo.

In medicina umana è documentata, in soggetti affetti da malattie immunodebilitanti (AIDS, sindrome di Down ecc.), una variante clinica di scabbia definita “scabbia crostosa” o “scabbia norvegese”; i soggetti affetti da tale forma clinica sviluppano lesioni caratterizzate da ampie croste che ricoprono estese superfici corporee e che, contrariamente a quanto avviene normalmente, contengono un numero elevatissimo di acari. Una forma clinica simile è stata riscontrata anche in cani defedati o immunocompromessi da malattie infettive (cimurro e parvovirosi) o che hanno ricevuto trattamenti prolungati con corticosteroidi (ipercortisolismo iatrogeno). Questi cani sviluppano lesioni crostose di notevole spessore, ed inoltre, lo stato di immunodepressione che ha favorito la moltiplicazione degli acari, fa sì che tali animali non manifestino prurito o sia presente in forma molto lieve, in contrasto con quello che si riscontra normalmente nei cani affetti da scabbia (Figg. 9, 10 e 11).

DIAGNOSI
La diagnosi di rogna sarcoptica si effettua osservando il parassita o le sue uova al microscopio. La tecnica d’elezione per la ricerca di Sarcoptes è il raschiato cutaneo superficiale, dal momento che, come detto, l’acaro vive negli strati più superficiali dell’epidermide.  Poiché nella rogna sarcoptica il numero di acari che causano la malattia è solitamente esiguo, il rinvenimento microscopico dei parassiti non è semplice e sono spesso necessari più raschiati per poterli visualizzare; inoltre, la ricerca sulla cute di papule e scaglie, può risultare difficile in presenza di lesioni da autotraumatismo o di complicazioni secondarie (batteri e lieviti) che si verificano costantemente nelle fasi croniche di malattia.

Nella variante “crostosa” o “norvegese” la diagnosi è molto semplice in quanto è sufficiente passare una lama di bisturi sulla superficie dell’epidermide per raccogliere un numero elevato di parassiti. Molti autori considerano come segno diagnostico suggestivo di malattia, la presenza di un riflesso di grattamento che il cane manifesta con gli arti posteriori quando si sfrega, tra indice e pollice, il bordo del padiglione auricolare. Si stima che il 75-90% dei cani affetti da scabbia manifesti tale riflesso, anche se quest’ultimo può essere presente in altre malattie dermatologiche che causano lesioni sulla cute del padiglione auricolare e del condotto uditivo esterno.

Un esame diagnostico indiretto è il test ELISA che identifica la presenza di anticorpi anti-Sarcoptes scabiei nel siero. Tale test, che ha una sensibilità pari al 92% ed una specificità del 96%, ha però il limite di non permettere la diagnosi precoce della malattia in quanto la siero conversione si osserva solo dopo 5 settimane; bisogna inoltre tener presente che la positività sierologica può permanere per mesi dopo la guarigione della malattia. L’esame istopatologico di biopsie cutanee, vista l’esigua presenza di parassiti sulla cute del cane, non è un test diagnostico raccomandato per la diagnosi. I preparati istopatologici non presentano inoltre alterazioni patognomoniche evidenziando solitamente iperplasia epidermica e dermatite perivascolare superficiale caratterizzata da un infiltrato infiammatorio composto da linfociti, istiociti ed un numero variabile di granulociti eosinofili.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

  • Altre ectoparassitosi
  • Dermatite atopica
  • Reazione avversa al cibo
  • Dermatite allergica al morso della pulce
  • Leishmaniosi

TERAPIA
Il trattamento della rogna sarcoptica si basa sull’utilizzo di molecole ad attività acaricida, sia topiche che sistemiche. Attualmente le molecole registrate in Italia per il trattamento della rogna sarcoptica nel cane includono l’amitraz (soluzione topica allo 0,025% applicata mediante spugnature da effettuare ogni 5-7 giorni), la selamectina (due applicazioni spot-on a distanza di un mese, anche se molti veterinari preferiscono una somministrazione quindicinale) e la moxidectina, disponibile in associazione con imidacloprid (due applicazioni spot-on a distanza di un mese). Esistono inoltre protocolli alternativi che utilizzano molecole non registrate per il trattamento della scabbia del cane (extra label) come l’ivermectina iniettabile all’1% (0,2-0,4 mg/Kg/sc 2-3 volte a 7-14 giorni di intervallo o 0,2-0,4 mg/Kg/os 3 volte a 7 giorni di intervallo), la milbemicina ossima (compresse 2 mg/Kg/os per 3-5 volte ogni 7gg o 1 mg/Kg/os ogni 2 gg per 8 volte), la doramectina (iniezioni sottocutanee di 0,2 mg/kg ogni 7-14 gg), di fipronil (spray 0,25% 3-4 volte ogni 7 giorni), il piriprolo (due applicazioni spot-on a distanza di un mese) e l’ amitraz , disponibile in associazione a metaflumizone (spot-on 2 trattamenti a distanza di un mese, o 4 trattamenti a distanza di due settimane). Il trattamento acaricida va esteso sempre a tutti gli animali in contatto con quelli infestati.


Bibliografia

  1. Albanese F, Leone F. La rogna sarcoptica nel cane : studio retrospettivo di 118 casi (giugno 1999-giugno 2001). Veterinaria 2002; 2:41-7
  2. Albanese F, Leone F, Ghibaudo G. The therapeutic effect of selamectin and ivermectin regimens in canine sarcoptic mange Vet Derm vol 15 Supplement 1, 2004; 35
  3. Albanese F, Leone F. Manuale pratico di parassitologia cutanea del cane e del gatto. Ed. Pfizer 2007
  4. AndersonRK. Norwegian scabies in a dogs: a case report. J Am Anim Hosp Assoc 1981; 17: 101-4
  5. Arlian LG, Morgan MS. Serum antibody to Sarcoptes scabiei and house dust mite prior to and during infestation with S. scabiei. Vet Parasitol. 2000;90(4):315-26
  6. Bergvall K. Clinical efficacy of milbemycin oxime in the treatment of canine scabies: a study of 56 cases. Vet Dermatol. 1998;9(2):231-3
  7. Bordeau W, Hubert B. Treatment of 36 cases of canine sarcoptes using a 0.25% fipronil solution. Veterinary Dermatology 2000 (Suppl 1), 27
  8. Bronstein S et al. Sarcoptic mange epidemic in a cat population. Vet Dermatol 2004; 15 (Suppl.1):34 (FC-42)
  9. Carlotti DN, Bensignor E. La gale sarcoptique du chien: étude retrospective de 38 cas. Prat Mèd Chir Anim Comp 1997; 32 :117-27
  10. Curtis CF. Current trends in the treatment of Sarcoptes, Cheyletiella and Otodectes mite infestation in dogs and cats. Vet Dermatol 2004; 15(2):108-14.
  11. Curtis CF. Diagnostic techniques and sample collection. Clin Tech Small Anim Pract 2001; 16(4): 199-206
  12. Curtis CF. Use of 0.25% per cent fipronil spray to treat sarcoptic manage in a litter of five-week-old puppies. Vet Rec 1996; 139(2): 43-4.
  13. de Jaham C, Henry CJ. Treatment of canine sarcoptic mange using milbemycin oxime. Can Vet J 1995; 36(8):467
  14. Fourie LJ, Heine J, Horak IG. The efficacy of an imidacloprid/moxidectin combination against naturally acquired Sarcoptes scabiei infestations on dogs. Aust Vet J 2006; 84(1-2):17-21
  15. Fourie LJ et al. Efficacy of a novel formulation of metaflumizone plus amitraz for the treatment of sarcoptic mange in dogs. Vet Parasitol. 2007;150(3):275-81
  16. Fourier JJ,Horak IG, de la Puente Redondo V. Efficacy of a spot-on formulation of pyriprole on dogs infested with Sarcoptes scabiei. Vet Rec 2010;167(12):442-5
  17. Genchi M, Traldi G, Genchi C. Sarcoptes scabiei var. canis. In Manuale di Parassitologia Veterinaria. Casa Editrice Ambrosiana, Milano 2010; 132-3
  18. Ghubash R. Parasitic miticidal therapy. Clin Tech Small Anim Pract 2006; 21(3): 135-44.
  19. Grellet A. Gestion des acarioses chez la chienne gestante et le chiot. Point Vét 2008 ; 285 :23-30
  20. Gross TL et al. Canine Sarcoptic acariasis. In Gross TL, Ihrke PJ, Walder EJ, Affolter V. Skin disease of the dog and cat. Clinical and histopathologic diagnosis. 2nd ed. London, Blackwell Science, 2005; 216-9
  21. Guaguére E, Beugnet F. Rogna sarcoptica. In Guaguère E, Prélaud P: Guida Pratica di Dermatologia Canina ed Merial, Milano, 2006; 181-6
  22. Hall SA. ELISA for the diagnosis of canine sarcoptic mange. Vet Rec. 2001;148(13):420
  23. Hicks MI, Elston DM. Scabies. Dermatol Ther 2009; 22(4):279-92
  24. Hugnet C et al. Efficacy of 1.25% amitraz solution in the treatment of generalized demodicosis (eight cases) and sarcoptic mange (five cases) in dogs. Vet Dermatol. 2001;12(2):89-92
  25. Krieger K et al. Efficacy and safety of imidacloprid 10% plus moxidectin 2.5% spot-on in the treatment of sarcoptic mange and otoacariosis in dogs: results of a European field study. Parasitol Res 2005;97 Suppl 1:S81-8.
  26. Littlewood JD. Treatment of scabies, trombiculidiasis, cheyletiellosis and pediculosis. In Proceedings 22nd Annual Congress of the ESVD-ECVD, Mainz 2007; 79-83
  27. Lower KS et al. Evaluation of an enzyme-linked immunosorbent assay (ELISA) for the serological diagnosis of sarcoptic mange in dogs. Vet Dermatol 2001; 12(6): 315-20
  28. Malik R et al. Crusted scabies (sarcoptic mange) in four cats due Sarcoptes scabiei infestation. J Feline Med Surg 2006; 8(5): 327-39
  29. Miller WH et al. Treatment of canine scabies with milbemycin oxime. Can Vet J. 1996; 37(4):219-21
  30. Mueller RS, Bettenay SV, Shipstone M. Value of the pinnal-pedal reflex in the diagnosis of canine scabies. Vet Rec. 2001;148(20):621-3
  31. Mueller RS, Bettenay SV. A proposed new therapeutic protocol for the treatment of canine mange with ivermectin. J Am Anim Hosp Assoc. 1999;35(1):77-80
  32. Page SW. Antiparasitic drugs. In Maddison JE, Page SW, Churh DB. Small Animal Clinical Pharmacology. second edition, Saunders Elsevier 2008; 198-260
  33. Paradis M, de Jaham C, Pagé N. Topical (pour-on) ivermectin in the treatment of canine scabies.Can Vet J. 1997;38(6):379-82
  34. Paradis M. Clinical presentation, diagnosis and new treatment for Cheyletiella, Sarcoptic, and otodectic acariases. In Proceedings Fourth World Congress of Veterinary Dermatology, San Francisco, California 2000; 105-11
  35. Paterson S, Pike R, Boydell P. Norwegian scabies in a dog. Vet Rec 1995; 136(15):393-4
  36. Pin D et al. Localised sarcoptic mange in dogs: a retrospective study of 10 cases.J Small Anim Pract. 2006; 47(10):611-4
  37. Scheidt VJ et al. An evaluation of ivermectin in the treatment of sarcoptic mange in dogs. Am J Vet Res. 1984; 45(6):1201-2
  38. Scott DW, Miller WH, Griffin CE. Canine scabies. In Scott DW, Miller WH, Griffin CE: Muller and Kirk’s Small Animal Dermatology, 6th ed. WB Saunders Company, Philadelphia 2001; 476-83
  39. Shanks et al. The efficacy of selamectin in the treatment of naturally acquired infestation of sarcoptes scabiei on dogs. Vet Parassitol 2000; 91(3-4):269-81.
  40. TaylorMA, Coop RL, Wall RL. Sarcoptes scabiei. In Parassitologia e Malattie Parassitarie degli Animali. EMSI, Roma 2010; 448-9
  41. Thoday KL. Mite infestation of dogs and cats (except demodicosis). In Proceedings Third World Congress of Veterinary Dermatology, Clinical Programme, Edinburgh, Scotland 1996; 20-5
  42. Wall R, Shearer D. Sarcoptes. In Veterinary Ectoparasites: biology, pathology & control. Second edition, Blackwell Science, Oxford 2001; 31-3
  43. Yazwinski TA et al. Efficacy of ivermectin against Sarcoptes scabiei and Otodectes cynotis infestations of dogs. Vet Med Small Anim Clin. 1981;76(12):1749-51.
SCIVAC

Novità editoriali

Eventi

Sponsorizzato da Advantix e Seresto
0
Shares

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...

0
Shares